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sabato 10 luglio 2010

Presentato il ricorso al consiglio di stato per bloccare il programma nucleare del governo

Tramite l’avvocato Mattia Crucioli, abbiamo * registrato a Roma il ricorso al Consiglio di Stato per annullare l’illegittimo decreto del governo (avallato da regione, provincia e comune) che, invece della bonifica) autorizza la Sogin ad allestire a Bosco Marengo (Alessandria) un deposito (poco più di un vulnerabilissimo capannone) di scorie nucleari: giustificato come “temporaneo”, sine die, a tempo indeterminato. Dunque definitivo, in assenza di un deposito nazionale ultrasicuro per millenni ad accogliere l’eredità delle vecchie centrali: previsto dalla legge ma non in costruzione anzi neppure individuato come localizzazione. Se la sentenza sarà favorevole, conquisteremo in Italia l’uscita dall’eredità nucleare, conquisteremo il precedente giuridico a favore di tutti gli ex siti nucleari italiani altrimenti destinati definitivamente a depositi di se stessi con pericolo immane per le generazioni presenti e future, e conquisteremo di fatto il blocco del piano nucleare del governo costretto finalmente a risolvere l’eredità dei depositi locali e obbligato in prima istanza a costruire -secondo legge- un deposito nazionale ultrasicuro per millenni, senza poter procedere nel frattempo a qualsivoglia nuova centrale nucleare. Se la sentenza sarà sfavorevole, non ci resterà che il referendum. Dunque una sentenza di importanza nazionale. Dunque una sottoscrizione di importanza nazionale. Il costo iniziale del ricorso è previsto in circa 10 mila euro, una somma enorme, interamente da reperire tramite la sottoscrizione popolare (aggiorneremo gli elenchi dei sottoscrittori). Scegliendo tra i due seguenti numeri di conto corrente. specificare sempre la causale: "Nucleare Alessandria" conto corrente bancario, intestato a Medicina Democratica Scrl C/C 10039 ABI 05584 CAB 01708 CIN W Codice IBAN - IT50W0558401708000000010039 oppure conto corrente postale n. 22362107 intestato a Pro Natura Torino Via Pastrengo 13, 10128 Torino.

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venerdì 9 luglio 2010

Nuovo esposto alla magistratura sull’inquinamento in Val di Cecina

Nuovo esposto alla magistratura sull’inquinamento in Val di Cecina MD ha inviato un nuovo esposto alla magistratura per l’individuazione e l’incriminazione dei responsabili dell’inquinamento da mercurio della Val di Cecina, in particolare del sito Canova (nei pressi del ponte per Montegemoli), alla luce di alcuni importanti fatti nuovi. Questa associazione avanzava fin dal 2002 esposti ed aggiornamenti sulla situazione di grave inquinamento nel sito Canova, e conseguente pericolo per la salute pubblica. Nel 2003 si richiamava l’attenzione della magistratura sullo Studio del CNR Pisa, commissionato dall’INAIL, che confermava la presenza anomala nelle varie matrici ambientali (acqua, aria, suolo, prodotti vegetali) di mercurio nel sito. Nonostante il sito sia stato inserito dalla Regione Toscana fin dal lontano 1999 nella lista dei siti inquinati necessitanti di bonifica urgente, a causa delle presunte difficoltà ad individuare i soggetti responsabili della bonifica, a tutt’oggi si attende ancora tale bonifica. Prova ne sia il recente articolo de “Il Tirreno” cronaca di Volterra del 20.5.10, dal quale si ricava l’orientamento della Provincia di Pisa ad autorizzare l’ampliamento della discarica di Bulera (Comune di Pomarance) a patto che la SCL dia finalmente corso alla bonifica del sito Canova . In questa lunga vicenda di rinvii ed immobilismo in danno alla salute pubblica, si inserisce un fatto nuovo, di notevole importanza, costituito dalla sentenza della Corte d’appello di Firenze – Sezione lavoro e previdenza – RGN 276/2007 (Cons. rel. Dott. Amato Fabrizio, udienza 9.2.2010), che riconosce a R. B., agricoltore, la natura professionale dell’idrargirismo (malattia da esposizione a mercurio), per aver lavorato – a sua insaputa – nel sito Canova inquinato da mercurio. Canova è un ampio sito costituito da terreni arabili, posto sulla sinistra idrografica del fiume Cecina, con al centro un laghetto formatosi con lo sprofondamento della superficie, dopo che per decenni era stato estratto salgemma dal sottosuolo dai vari gestori (ENI; Solvay, SCL) dell’impianto cloro di Saline di Volterra, iniettandovi acqua inquinata da mercurio, riciclata dall’impianto industriale stesso. Il mercurio accumulato nel laghetto e nei terreni circostanti, data la prossimità al fiume Cecina, inquina continuamente la falda lì presente e il fiume stesso, entrando stabilmente nella catena alimentare. A quanto si sa, è la prima volta in Italia che ad un cittadino, NON lavoratore di fabbriche in cui si usa mercurio, viene riconosciuta la malattia professionale da esposizione a questa sostanza tossica: questo apre la strada ad altri cittadini della Val di Cecina, che sono stati esposti in massa per decenni, ed hanno contratto danni alla salute. Maurizio Marchi (Responsabile di zona Livorno e Val di Cecina) Comunicazioni a Maurizio Marchi, via Cavour 14 57013 Rosignano Solvay (LI) cell 328-4152024